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Cima da Conegliano
Le colline della campagna trevigiana, il castello di Conegliano, la chiesa di san Leonardo, i castelli di San Salvatore e di Collalto: possiamo noi figli del Novecento capire com’erano questi luoghi mezzo millennio fa grazie al pennello di Giovanni Battista Cima, pittore dallo stile influenzato dalla scuola della capitale, quella Venezia che alla fine del Quattrocento vive uno dei periodi di massimo fulgore sia storico che artistico.
Cima spazia dalle pale d’altare ai polittici, ma in tutti resta impressa la poesia che esprime negli sfondi, in quei paesaggi delle sue terre, alle quali rimane sempre legato pur operando a Venezia ed in altre località e che con maestria riproduce come degna scenografia delle sue Madonne e di suoi santi.
E proprio una Madonna in trono col Bambino fra angeli e santi fanno da soggetto all'unica opera del Cima che si può vedere nella sua città natale: quella Pala che è conservata all'interno del Duomo di Conegliano, un capolavoro che testimonia l'influenza che ebbe sul Cima la scuola veneziana, soprattutto l'esperienza di Giovanni Bellini.
Nel nostro territorio, a Vittorio Veneto, è conservato un trittico del Cima, presso il Museo Diocesano d'Arte Sacra

Foto: Giovanni Battista Cima, Trittico di Navolè di Gorgo al Monticano: San Pietro (particolare, pannello laterale) 
Vittorio Veneto, Museo Diocesano di Arte Sacra “Albino Luciani” 
© Giovanni C. F. Villa. Università degli Studi di Bergamo 

INQUADRAMENTO GEOGRAFICO

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