Cycling in the Venice Garden

Cycling in the Venice Garden è un’iniziativa dedicata ai cicloturisti di tutto il mondo che vogliono vivere il Giardino di Venezia e scoprire questa destinazione turistica ideale per chi ama la vacanza attiva, le città d’arte, le tipicità locali e l’autenticità dell’accoglienza.

Strutture ricettive, servizi per il cicloturista, itinerari in bicicletta, percorsi inediti, pacchetti turistici per ogni tipo di cicloturista, ecco quello che abbiamo raccolto il questo portale dedicato al turismo in bicicletta.

Con orgoglio condividiamo con tutti gli internauti il frutto del progetto Cycling in the Venice Garden, un’iniziativa nata da dieci imprese del territorio trevigiano coordinate dalla Fondazione Marca Treviso, grazie all’opportunità di creare una rete di imprese data dal POR FESR 2014-2020.

MONACO – VENEZIA

I4 – Dalle Dolomiti a Venezia

Andare in bici collega il viaggiare con allenamento sportivo; unisce paesi, nazioni con persone , la natura con cultura e culinaria.
Mentre godete il viaggio passate tre zone climatiche , zone alpine e mediterranee divise in cinque capitoli.
La prima tappa è sotto il segno dell‘elemento acqua.
Nel fuoco del secondo capitolo chiamato “ lo scrigno del tesoro del Tirolo” viene raccontata la storia delle tradizione delle miniere e i loro frutti e sofferenze.
Subito dopo il passo Brennero inizia il terzo capitolo chiamato “ il sentimento di vita alpino-mediterraneo”.
Nel quarto capitolo inerente il viaggio ci immergiamo nel patrimonio mondiale dell’UNESCO-le Dolomiti.
Attraversando la pianura trevigiana e veneziana inizia il quinto capitolo “i giardini di Venezia e città d’arte” che trova il suo culmine nella famosa città lagunare con l’arrivo nel mare Adriatico.
Attraversando la pianura veneta si incontrano le città di Vittorio Veneto, Conegliano, Treviso e altre località amene per raggiungere infine la splendida Venezia.

Dagli spigolosi paesaggi delle Dolomiti alle lunghe vedute sulle distese pianeggianti della laguna, il panorama che si incontra durante questo suggestivo itinerario cambia dolcemente passando attraverso i morbidi versanti delle Prealpi trevigiane.
Il percorso offre l’opportunità di conoscere il territorio dalla provincia più a nord del Veneto, Belluno, fino all’area costiera del capoluogo, Venezia.
Si parte da Belluno per scoprire una regione tra le più variegate della Penisola. Dalle ciclovie, tra boschi e sentieri, alle piste che collegano un luogo a un altro, la rete di percorsi in questa zona permette di viaggiare in bici con grande comodità. Lasciata Belluno, l’itinerario prevede una discesa lungo il corso del Piave in direzione del Cansiglio, da dove poi raggiungere la fertile regione dell’Alpago. Tutto il percorso è costellato di piccoli paesi dov’è custodita la prelibata tradizione culinaria, da abbinare ai vini locali.
Il Passo del Fadalto porta a Vittorio Veneto (Treviso), simbolo della pace dopo la Grande Guerra che vide proprio in questa città combattersi uno degli ultimi, conclusivi scontri, ricordato nel Museo della Battaglia.
La città è più propriamente l’unione di due comuni, Ceneda e Serravalle, dall’eccellente patrimonio artistico: a Serravalle infatti uno scorcio unico è rappresentato da Piazza Flaminio sulla quale si affacciano alcuni palazzi di notevole interesse, mentre nella piazza di Ceneda hanno sede l’antico Duomo e Villa Costantini Papadopoli.
Inoltre la città può fregiarsi anche del titolo di “Città della musica”, dato che qui è nato Antonio da Ponte, noto librettista di Mozart a cui è intitolato il teatro cittadino.
Percorrendo una scalinata che sfocia in un pittoresco sentiero, luogo di misteri e leggende, si arriva al Santuario di Santa Augusta.
In questa zona si tramanda da secoli l’arte della vinificazione del vino bianco, e Vittorio Veneto si trova nell’area della produzione del Prosecco DOCG ed è una delle tappe fondamentali toccate dalla Strada del Prosecco e dei Colli di Conegliano e Valdobbiadene.
Il paesaggio collinare adatto a questo tipo di coltivazione è lo scenario ideale per passeggiate,escursioni a cavallo e per appassionati di mountain bike e cicloturismo.
Tra le colline del Prosecco, celebrate nei quadri di Giambattista Cima, troviamo Conegliano. Il pittore, nato qui.ha spesso tratto ispirazione da questi luoghi per il paesaggio di fondo delle sue opere.
Spicca il Castello, di cui ora rimane solo la Torre della campana, ben visibile dalla pianura e dai colli circostanti, grazie alla sua posizione centrale sulla cima del Colle di Giano.
Il castello ospita il Museo Civico, nel quale sono visibili, tra le altre, opere pittoriche di Palma il Giovane e del Pordenone, nonché reperti romani ritrovati nell’area coneglianese. .
Conegliano è una delle tappe fondamentali dell’itinerario “Strada del Prosecco” ed è sede della più antica Scuola Enologica d’Italia.
Sono luoghi carichi di storia, quelli che la Ciclovia percorre: soprattutto di memoria di quell’immane conflitto che fu la Prima Guerra Mondiale.
Susegana col suo Castello di San Salvatore, Nervesa della Battaglia che già nel nome ricorda gli eventi della Grande Guerra, il Montello con Giavera e Volpago.
Ma sono anche luoghi dove la natura con la sua bellezza riempe gli occhi e lo spirito del cicloturista.
Si scende la pianura, attraversando Ponzano e Villorba e si giunge nel capoluogo della Marca Gioiosa et Amorosa, Treviso.

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Fonti: http://www.muenchen-venezia.info/it/
https://visittreviso.it/index.php/it/
http://www.veneto.eu/home

VIA CLAUDIA-AUGUSTA

La ciclabile degli antichi romani

La Via Claudia Augusta, costruita nel I secolo dopo Cristo, univa il mondo latino del Nord-est dell’Italia al mondo germanico della regione del Danubio più a nord. Come per molte altre strade romane, non è possibile ricostruire nei minimi dettagli il percorso che la strada faceva: troppi secoli sono passati da allora.
Conosciamo però a grandi linee il suo tragitto, anche perché i Romani, come e forse meglio di noi, erano bravissimi nello scegliere i percorsi più efficienti per attraversare le Alpi.

La Via Claudia Augusta rivive oggi come ciclovia che, partendo da Venezia e attraversando l’Austria, porta in 655 chilometri fino alla città tedesca di Donauwoerth, sul Danubio.
Dal punto di vista culturale/paesaggistico, il percorso può essere diviso in tre parti: la prima parte prevede l’attraversamento della pianura veneta e la risalita delle valli del Piave e dell’Adige fino a Bolzano; i punti più interessanti sono sicuramente costituiti dalle città di Venezia, Treviso, Trento e Bolzano.

La seconda parte è l’attraversamento delle Alpi, fra Italia, Austria e Germania. Qui è la natura a farla da padrone: montagne, boschi e laghi sono punteggiati dai tipici villaggi alpini.
La terza parte si svolge tutta in Germania, nel Land della Baviera: qui il panorama è prevalentemente collinare, e il fatto che il percorso è tutto in leggera discesa permette di godersi tranquillamente il panorama; anche qui gli insediamenti che si incontrano sono tutti di dimensioni piccole.

Cominciamo la descrizione tecnica con qualche numero:

Lunghezza totale: 655 km
Elevazione minima: -4 m
Elevazione massima: 1514 m
Dislivello totale in salita: 3536 m
Dislivello totale in discesa: 3133 m

Considerazioni generali:
Il percorso, per evitare l’attraversamento di città e seguire strade poco trafficate, segue nella prima parte un andamento decisamente tortuoso, soprattutto nelle zone di pianura. Quando si comincia a entrare nelle valli delle Alpi il tragitto è praticamente obbligato e più rettilineo. Le salite ripide (8-10%, con punte anche più alte) sono rare e mai troppo lunghe; ci sono però dei lunghi tratti di falsopiano in salita, con strappi anche molto ripidi, cosa naturalmente inevitabile dovendo attraversare le Alpi. Gli ultimi 150 km sono tutti in leggera discesa.
Il fondo è quasi sempre asfaltato. Lunghi tratti sono su pista ciclabile, o in alternativa su strade secondarie poco trafficate.
Per quanto riguarda i collegamenti con altri percorsi, la via Claudia Augustea si può prendere all’altezza di Trento anche venendo da Ferrara.

Partendo dalla stazione ferroviaria di Venezia, si torna subito lungo la terraferma, allontanandosi molto velocemente dalle zone trafficate e inoltrandosi subito nella campagna, su tortuose strade secondarie, attraversando numerosi piccoli borghi. La prima grande città che si incontra è Treviso, dopo circa 60 km. Il percorso continua in pianura fino all’attraversamento del Piave (80km), all’altezza della zona industriale denominata Foscarini. Da qui inizia una quasi impercettibile ascesa (1%), passando attraverso Valdobbiadene (106 km), da dove la valle del Piave comincia a farsi più stretta, e ci si inoltra più chiaramente nelle Prealpi.

Le pendenze cominciano a farsi più rilevanti solo dopo Feltre (128 km), con un paio di brevissimi “muri” al 5-6% seguiti poco dopo da una breve salita (6 km al 8% di media, con punte del 12%). Una ripida discesa porta al borgo di Scurelle (170 km) da dove ricomincia la pianura. Dopo aver costeggiato il lago di Caldonazzo (195 km) una breve salitella (2 km al 3%) è seguita da una decisa discesa verso Trento (216 km). A Trento, come detto, ci si può collegare con il percorso Bolzano-Ferrara, parte della “Ciclopista del Sole”. L’ascesa verso Bolzano (272 km) è praticamente impercettibile, e solo da Merano (300 km) le pendenze tornano ad essere più rilevanti, con una breve salita (5 km al 5% di media). Un’altra cinquantina di km di falsopiano porta a Laudes (353 km), dove ci aspetta la salita più importante di questo percorso: 12 km al 6% di media, con punte dell’8-9%.

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E4 GiraSile

L’itinerario

Il Sile è il più lungo fiume di risorgiva d’Europa: prende vita a quota 23 metri sul livello del mare ed attraversa placido e sinuoso la Marca trevigiana per sfociare nel litorale veneziano. L’anello che collega Treviso a Casale sul Sile segue le sponde del corso d’acqua in uno dei tratti più suggestivi dove il rapporto uomo – fiume si sviluppa tra modernità e tradizione. Città d’arte, aree naturalistiche, ville venete e campagne rigogliose sono tutte eccellenze tutelate dal Parco Naturale Regionale del Fiume Sile.

L’itinerario ha inizio presso il Ponte della Gobba lungo le rive del fiume a poca distanza dal centro storico di Treviso, città raffinata e signorile. Lungo la pista ciclabile si incontra prima il Porto di Fiera, ultimo vero porto della città, attivo fino alla prima metà del secolo scorso, poi la centrale idroelettrica di Silea, per arrivare sulla riva destra, al cimitero dei burci, dove giacciono affondate le imponenti imbarcazioni utilizzate per il trasporto commerciale di merci. I burci, facilmente visibili grazie ad un sistema di passerelle in legno, vennero abbandonati attorno al 1974/1975, quando la navigazione fluviale fu soppiantata dal più moderno trasporto su gomma.

Giunti a Casier si possono notare le imponenti sponde che accompagnano la grande ansa su cui un tempo si stendeva il principale porto fluviale del Sile. Oltre cento imbarcazioni potevano fermarsi qui per la notte, realizzando un suggestivo e temporaneo “ponte di barche sul fiume”. A poca distanza dalla chiesa, addossato ad un muro, è possibile osservare da vicino un originale orologio ad acqua (idrocronometro). Lasciando Casier, il percorso segue piste ciclabili arginali e strade campestri, fino a Lughignano dove spicca la graziosa chiesa romanica di San Martino con caratteristico cimitero perimetrale. Alle spalle della chiesa si riprende la via del fiume dove si concentrano numerose ville venete. Giunti al vicinale di Rivalta, l’alto campanile merlato e la Torre Carrarese, preannunciano l’arrivo a Casale sul Sile. L’antica costruzione militare testimonia quanto il paese sia stato nel tempo un’importante postazione fortificata, mentre la chiesa, posta nei pressi del fiume, conserva preziosi affreschi di Giandomenico Tiepolo.

Da Casale si ritorna a pedalare verso Treviso su strade campestri, costeggiando ex-cave di argille oggi rinaturalizzate. Ritornati a Casier si devia lungo l’ansa del Sile morto e la via dei Tappi. Nella campagna circostante si coltivano gli eccellenti ortaggi trevigiani che diventano specialità gastronomiche che si possono assaggiare accompagnandole con un calice di Prosecco in una delle tante osterie del centro di Treviso.

Possibili deviazioni
– Il tratto della nostra tappa tra Treviso e Quarto d’Altino si svolge lungo l’itinerario cicloturistico regionale I4 Dolomiti-Mare (a sua volta parte della ciclovia Monaco-Venezia), che partendo da Dobbiaco e varcato il passo Cimabanche percorre la Lunga Via delle Dolomiti passando per Cortina d’Ampezzo fino a Calalzo di Cadore, e continuando poi per Longarone, Belluno, Vittorio Veneto, Conegliano, il Montello, Treviso e Quarto si dirige infine verso Venezia attraversando la zona dei Boschi di Mestre.
– Da Trepalade si può arrivare in circa 2 km ad Altino, la romana Altinum in pieno ambiente lagunare, città dal passato così glorioso da essere stata il punto terminale di uno dei due rami della Via Claudia Augusta (l’altro termine, come vedremo proseguendo nelle nostre tappe, era Ostiglia), strada imperiale che conduceva dal Danubio germanico all’Italia attraversando le Alpi al Brennero. Di particolare interesse ad Altino, oltre ai resti romani (lì ha sede un prestigioso museo archeolgico nazionale), è un percorso naturalistico dai magnifici scorci paesaggistici che costeggiando il canale Santa Maria e I fiumi Dese e Zero riporta infine a Quarto d’Altino (posta a 4 miglia da Altino, come suggerisce il nome) lungo un tratto storico della Via Claudia.
– Da Caposile si può risalire il corso della Piave Vecchia per circa 8 km fino a Musile di Piave (percorso incluso nella Ciclovia dell’amicizia ) e di lì facilmente raggiungere sull’altra sponda del fiume San Donà di Piave, dove si trova un’altra stazione della ferrovia Venezia-Trieste e dove è possibile visitare il rinnovato Museo della Bonifica che contiene anche importanti reperti della Grande Guerra.
– Da Jesolo si può seguire l’itinerario cicloturistico regionale I3 Via del Mare verso est raggiungendo Caorle e – in ambiente lagunare – Bibione, passando poi al di là del fiume Tagliamento a Lignano, in Friuli Venezia Giulia.

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Fonti: http://www.veneto.eu/home
http://www.greentourverdeinmovimento.com/1-gt-sile/

CICLOVIA TREVISO-OSTIGLIA

Da ferrovia militare a percorso ciclabile

La Treviso-Ostiglia corre lungo la linea dell’ex ferroviaria che collegava il capoluogo della Marca al comune sul Po, in provincia di Mantova. Realizzata tra il 1920 e il 1940, dopo essere stata bombardata dagli Alleati nella Seconda guerra mondiale, la linea ferroviaria venne progressivamente dismessa ma oggi, grazie al suo recupero, la Treviso-Ostiglia è un corridoio verde dove si può pedalare per quasi 50 chilometri dalle porte del capoluogo trevigiano fino al confine con la provincia di Vicenza.

Parzialmente percorribile il primo tratto che parte dal centro città e raggiunge Quinto di Treviso. Da qui alla ex Stazione di Badoere e fino al confine con la provincia di Padova, la pista ciclabile è tutta su fondo sterrato di ghiaino e non crea problemi di percorribilità. Il tratto padovano, che corre anch’esso totalmente su asfalto, tocca ben dieci Comuni: Piombino Dese, Trebaseleghe, Loreggia, Camposampiero, Santa Giustina in Colle, San Giorgio delle Pertiche, Campo San Martino, Curtarolo, Piazzola sul Brenta e Campodoro.

In sella alla vostra bicicletta, l’itinerario vi porterà ad attraversare il Parco del Fiume Sile, il fiume di risorgiva più lungo d’Europa, e il parco agrario di Tergola. Con piccole deviazioni  l’itinerario può toccare alcune delle più famose ville venete come Villa Cornaro a Piombino Dese e Villa Contarini a Piazzola sul Brenta.

Inoltre la ciclabile oggi incrocia tre dei più frequentati assi ciclabili del Veneto come la via del Brenta, la ciclabile del Muson dei Sassi e la ciclabile del Sile che scende fino a Jesolo. Per ricaricare le energie vi consigliamo una sosta in uno degli agriturismo che trovate lungo il percorso, dove degustare le delizie tipiche.

Possibili deviazioni

– Spostandosi sull’Ostiglia di circa 7 km a ovest di Piazzola sul Brenta si interseca – nel territorio comunale di Grisignano di Zocco (VI) – l’interessante anello ciclopedonale della Media Pianura Vicentina di circa 45 km (sito web percorsomediapianuravicentina.it).

– A Piazzola si incrocia la ciclovia del Brenta, lungo la quale si può salire a nord verso Cittadella, Bassano del Grappa e la Valsugana (in provincia di Vicenza gli argini sono percorribili solo a tratti) o scendere a sud verso Limena (dove esce il Brentella, parte dell’Anello Fluviale di Padova) e la stessa Padova (Pontevigodarzere), proseguendo poi verso Stra, Dolo e Venezia lungo il Naviglio Brenta.

– A Camposampiero si incrocia la ciclovia del Cammino di Sant’Antonio sul Muson dei Sassi, che permette di raggiungere a nord Castelfranco Veneto (e da lì, sul Sentiero degli Ezzelini lungo il Muson, arrivare fino a Asolo) e a sud Padova (Pontevigodarzere).

– Dalla località Silvelle di Trebaseleghe (km 24,3) è in fase di studio una ciclovia che permetterà di giungere in circa 32 km a Mestre via Scorzè-Martellago-Maerne-Chirignago passando per suggestivi siti (come il Parco del Dese a Scorzè) e sfruttando da Mestre circa 4 km di ferrovia dismessa della linea per Bassano.

– Come già accennato, il Parco del Sile ha attrezzato numerosi itinerari naturalistici nelle sorgenti del Sile (fontanassi), tutti ben tabellati (sito web www.parcosile.it).

– Treviso si trova sull’itinerario cicloturistico regionale I4 Dolomiti-Mare (a sua volta parte, per alcuni tratti, della ciclovia Monaco-Venezia), che partendo da Dobbiaco e varcato il passo Cimabanche percorre la Lunga Via delle Dolomiti passando per Cortina d’Ampezzo fino a Calalzo di Cadore, e continuando poi per Longarone, Belluno, Vittorio Veneto, Conegliano, il Montello, Treviso e Quarto d’Altino si dirige infine verso Venezia attraversando la zona dei Boschi di Mestre.

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Fonti: http://www.veneto.eu/home; http://www.greentourverdeinmovimento.com

L’ANELLO DEL MONTELLO

Il Percorso

Il territorio della provincia di Treviso, riconosciuta come la più ciclistica d’Italia, offre una serie di percorsi progettati con chilometraggi e difficoltà differenti.
Posto fra la campagna trevigiana, le pendici pedemontane e circondato dalla Valle del Piave, il Montello, è il luogo ideale per gli allenamenti ciclistici. Presenta una buona viabilità lungo tutto il suo perimetro, il cosiddetto “Periplo”, mentre lungo la sommità si sviluppa la “Dorsale”. In quest’ultima si innestano numerosissime strade chiamate “Prese”, numerate in modo progressivo. Questo intreccio di strade offre variegati possibili percorsi ed è per questo motivo che l’Anello ciclistico del Montello si adatta ad ogni esigenza di allenamento.
Fra i tracciati più duri ricordiamo la Presa V, di circa tre chilometri e con una pendenza media del 6,6%, ma con un tratto iniziale con pendenze del 15-18%. Chi ama il ciclismo sicuramente affronterà la famosissima “Salita dei Mondiali”, il tracciato della prova su strada dei Campionati del Mondo di Ciclismo del 1985, svoltisi a Treviso.
Abbandonando per un attimo la parte agonistica, è doveroso citare alcune delle bellezze naturalistiche e storiche che si incontrano lungo l’itinerario. A partire dal rigoglioso bosco di rovere e querce che copre la parte più alta del Montello per arrivare alle testimonianze dei cruenti scontri della Prima Guerra Mondiale. Il Montello, infatti, fu il baluardo contro la principale offensiva austriaca, sferrata il 18 giugno 1918 nella Battaglia del Solstizio e oggi ricordata nella località di Santa Croce. A Nervesa della Battaglia si staglia, invece, l’imponente Ossario dei Caduti che accoglie le spoglie di 12.000 tra soldati italiani e austro-ungarici.

Più in dettaglio
Dal semaforo del duomo di Caerano San Marco si prende la vecchia provinciale verso nord che porta subito in aperta campagna ad aggirare a nord la bassa collina del Mercato Vecchio. Si tralasciano alcuni incroci che portano verso la nuova grande statale, che corre parallela poche centinaia di metri a sinistra, per proseguire sempre dritti costeggiando un grande canale artificiale d’irrigazione. Si attraversa la statale per Crocetta del Montello per dirigere a Ciano dove, sempre costeggiando il canale artificiale, si inizia a vedere l’ampio alveo sassoso e brullo della Piave, mentre a sud ci farà compagnia per molti chilometri la boscosa ‘gobba’ del Montello. Il tratto fino a Nervesa della Battaglia è sempre piacevole o addirittura entusiasmante, la strada è poco frequentata ed i leggeri saliscendi un buon diversivo.

Una breve discesa, con grandi visioni sulla pianura trevigiana, l’ampio alveo del Piave e le colline di Susegana con l’inconfondibile sagoma della torre del Castello di San Salvatore che svetta e più in là Conegliano, ci annuncia che siamo in prossimità di Nervesa. Dopo l’obbligatorio giro in piazza, per un giusto spuntino, riprendiamo la corsa per affrontare la dorsale del nostro colle.
Si sale subito con una bella rampa verso l’evidente grande torre squadrata dell’ossario dei caduti della I^guerra mondiale, poi ancora salita fino ad un bivio con l’indicazione ‘monumento a F.Baracca’, l’eroe dell’aviazione precipitato da queste parti. Dopo l’eventuale visita al ‘Baracca’ si riprende la strada della dorsale che continua costantemente a salire alternando tratti in falsopiano a facili salitelle. Alla fine tutta la salita fino al punto culminante della dorsale risulta essere ben poco impegnativa e piacevole, con alternanza di tratti nel bosco a belle radure prative con qualche azienda agricola, agriturismo e trattorie varie.
Dal culmine della dorsale si va a scendere, con tratti più o meno relativamente ripidi, qualche tornante e qualche contropendenza, verso Biadene.
Giunti all’incrocio della statale tra Montebelluna e Crocetta, si va per qualche centinaio di metri verso sud in direzione Montebelluna fino al grande bivio, ora si svolta a nord, direzione Cornuda, per qualche altro centinaio di metri, finché sulla sinistra, tra filari di vigneti, si stacca una bella stradina che dirige decisamente verso la scura mole del ‘Mercato Vecchio’.
Affrontata la salitella, molto ripida ma lunga (si fa per dire…) qualche centinaio di metri, si scollina al ‘Mercato Vecchio’ (è questa la notissima, ciclisticamente, e temuta… ‘nord’ del Mercato Vecchio).
Una bella stradella asfaltata in mezzo ai campi, e per di più costantemente in leggera discesa, ci porta in pochi chilometri a chiudere il nostro anello a Caerano San Marco.

Altri itinerari
Il più classico dei giri è, ovviamente, l’anello completo esterno del Montello partendo da Montebelluna. E’ un itinerario turistico completamente pianeggiante molto appagante. In senso orario si percorre la strada a Nord, verso il Piave, come per l’itinerario sopra, fino a giungere a Nervesa della Battaglia. Al ritorno, tra Nervesa e Montebelluna, si deve accuratamente evitare la trafficatissima statale e percorrere la stradina interna, che incrocia tutte le prese, costeggiando lungamente la ‘Brentella’, il canale artificiale che aggira tutto il Montello. La strada è strettissima e tutta curve, prestare attenzione quindi alle eventuali, rare a dire il vero, auto. Ovviamente, e sempre con molta soddisfazione, lo si può percorrere anche in senso antiorario. Il percorso si sviluppa per circa 33 km. e non presenta alcuna salita di rilievo, da effettuare con calma e occhio attento ai notevoli spunti paesaggistici.
Tutte le ‘prese’ si prestano ad essere percorse in bici, alcune sono completamente asfaltate, altre parzialmente sterrate. Carta alla mano, si consiglia l’ottima ‘Il Montello’ 1:20.000 Berica Editrice Vicenza, ed un pizzico di fantasia, si possono combinare itinerari per tutti i gusti che saranno sempre di soddisfazione.

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CICLABILE DEL PIAVE

Lungo il corso del Fiume Sacro alla Patria

Nei territori di Jesolo e San Donà di Piave la natura riempie il paesaggio, le lagune, la flora e la fauna presenti richiamano il peculiare aspetto naturalistico del tempo passato. Pedalare alla sommità di un argine fluviale significa godere dello scenario circostante scoprendo scorci di territorio incontaminato. Seguendo il corso del Piave e del Sile, i fiumi che bagnano queste belle terre, si scoprono colori e profumi di un paesaggio vallivo unico.
La partenza dell’itinerario è prevista da Fossalta di Piave precisamente dalla golena del Piave adibita a parco fluviale. Nei pressi della partenza si trova il ponte di barche, chiamato passo, da cui si gode di un paesaggio particolarmente suggestivo. Attraversando Musile di Piave merita una piccola sosta la visita agli scavi di un ponte romano, resto risalente ai tempi in cui questo territorio era attraversato dall’antica via Annia.

Passata San Donà di Piave si incontrerà successivamente Caposile, estremità orientale del canale Taglio di Sile e piccolo centro urbano caratteristico per i suoi ponti: quello di barche e quello a bilanciere. Proseguendo verso Jesolo si potrà godere di una vista panoramica di rara bellezza sulle valli della laguna nord di Venezia: le valli Dragojesolo, Grassabò e Lio Maggiore. Abbracciato dal mare e dal fiume, questo tratto di pista è incantevole e sicuramente vale la pena soffermarsi per godere la singolare sensazione di sentirsi sospesi tra l’acqua e la terra.
La natura è quella tipica delle zone lagunari ad acqua salmastra, molto ricca e rigogliosa dove aironi, garzette e gabbiani, le timide schiribille e le petulanti folaghe animano il paesaggio.
Arrivando a Jesolo si incontra l’area archeologica, dove si potranno vedere i resti della cattedrale romanica di Santa Maria Maggiore con il suo famoso pinnacolo. Proseguendo con l’itinerario si entra in Jesolo Lido, località balneare nota per l’estensione di ben quindici chilometri di arenile e per le proprietà elioterapiche. Lasciando Jesolo per seguire le pigre curve del Sile – Piave Vecchia, il cui corso finale si insinua tra secche e spessi canneti, la sensazione è quella di percorrere il tipico ambiente della piccola agricoltura perifluviale
Arrivando al Cavallino si giungerà alla foce del Sile, dove si trova anche il faro. Lungo la strada si potranno ammirare le famose Conche del Cavallino, che permettono alle imbarcazioni di superare il dislivello esistente fra il canale a livello costante e la laguna a livelli variabili. L’orizzonte azzurro degli specchi d’acqua vallivi compare a segnare l’ingresso nella fascia territoriale incuneata tra i due complementari ecosistemi del fiume e della Laguna.

Da non perdere: il tramonto sulla laguna nord, circondati dal mare e dal fiume è sicuramente un’esperienza indimenticabile

Informazioni e consigli utili: in estate alcuni tratti di strada a percorrenza promiscua possono essere trafficati

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Fonti: http://www.veneto.eu/home

FROM THE SILE TO THE LIVENZA

TV2 Dal Sile al Livenza

Partendo dalla greenway del GiraSile (Ciclovia E4), il percorso attraversa la parte orientale della provincia di Treviso e raggiunge il corridoio fluviale della Livenza, intercettando i più significativi siti naturalistici e storico architettonici presenti nel territorio fra i due fiumi. Sfruttando e intersecandosi con gli itinerari già esistenti, tra cui la Strada dei Vini del Piave, il tracciato prima si allunga nel basso Piave caro a Hemingway, toccando il Castello di Roncade, l’Abbazia del Pero di Monastier e il Sacrario di Fagarè, quindi, superata l’asta fluviale plavense, si inoltra in una vasta zona a vocazione vitivinicola, per la degustazione di ottimi vini. All’altezza di Motta di Livenza si giunge al porto fluviale della “Livenzetta”, punto strategico per la navigazione fluviale verso Caorle e la costa adriatica. Percorrendo verso nord la Livenza, una vera e propria oasi naturale lineare, si incontra l’ampia zona naturalistica del Prà dei Gai, e si raggiunge quindi la “città fluviale” di Portobuffolè, con i suoi musei e architetture nel centro storico. Da qui si perviene al parco Ansa Restera Zandegiacomi a Campomolino di Gaiarine e, attraversando la “Val de Gorg”, al Museo Comunale “Maglio dei Tonet” a Francenigo, affacciato sul corso della Livenza, via d’acqua che si presta sia all’escursionismo a piedi e in bicicletta sia a quello fluviale, utilizzando i numerosi approdi per canoe e barche.

Fonte: http://www.metrotourist.it/it/itinerario/7/dal-sile-al-livenza


Credits Arch. Roberto Pescarollo – RPR STUDIO di Venezia e INIZIATIVE INSULA sas

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Ezzelini Trail

Sui sentieri degli Ezzelini

Nell’angolo della Marca Trevigiana compreso tra i comuni di Resana, Castelfranco Veneto, Castello di Godego, Loria e Riese Pio X, si snoda un percorso ciclopedonale che per circa 15 chilometri accompagna Sui Sentieri degli Ezzelini. L’itinerario è dedicato alla celebre famiglia medievale che ha vissuto in queste terre e corre lungo il fiume Muson e il canale artificiale Musonello, per poi addentrarsi nella vasta pedemontana del Grappa.
La pista ciclopedonale è divisibile in due tratte:
Tra Castelfranco, Godego, Loria e Spineda di Riese Pio X e poi Fonte e Maglio di Pagnano d’Asolo, e tra Castelfranco, Resana e Camposampiero, dove prosegue alla volta di Padova con l’itinerario “Il Cammino di Sant’Antonio”.
Si tratta di una bella realtà che permette di percorrere, da Padova ad Asolo, oltre 60 chilometri di bella pista ciclabile, parzialmente sterrata, e visitare importanti cittadine ricche di storia, arte e motivazioni religiose, nonché paradigmi per conoscere le realtà dell’alta pianura veneta verso la vasta pedemontana del Grappa.

Descrizione
Partendo da Resana si arriva presto alla bellissima città di Castelfranco Veneto dove meritano sicuramente una visita la Pala custodita nel Duomo e il Museo Casa Giorgione. Uscendo da porta Cittadella, sulle mura, dopo pochi minuti si arriva sul ponticello del Muson dove la segnaletica indica di proseguire “Sui Sentieri degli Ezzelini”.
Il cuore del percorso è Castello di Godego, dove gli Ezzelini si sono insediati prima di stabilirsi definitivamente a San Zenone. La pista ciclabile prosegue fra bellissimi tratti alberati lungo il torrente e passa accanto a ville storiche, poi raggiunge il parco dell’antico sacello di San Pietroche merita sicuramente una sosta. Da non perdere anche l’area dei “Prai”, un’ampia estensione di grande interesse naturalistico e botanico, e il sito archeologico delle Motte, costruzione preromana risalente all’età del bronzo (XII-X secolo a.C.) sul confine Castello di Godego e S. Martino di Lupari (PD).
L’escursione procede nella campagna tra Loria e Riese, paese natale di Papa Pio X dove si possono visitare la Casa e il Museo, per poi passare per il piccolo Parco naturale sul vecchio alveo del Muson. Poco dopo un bellissimo ponte ciclo-pedonale, si incrocia la strada di Spineda, dove la pista ciclabile si conclude.

Da non perdere
A una manciata di chilometri da Spineda, la salita ad Asolo, uno dei borghi più belli d’Italia e la vicina Maser con la palladiana Villa Barbaro.

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Fonte: http://www.veneto.eu/home
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Giramonticano

L’itinerario

Si tratta di un itinerario naturalistico che si snoda in sommità dell’argine del fiume Monticano, connettendosi con la rete delle piste ciclabili e della viabilità minore situata in prossimità del corso d’acqua. Si tratta del “corridoio fluviale” del Monticano, dove il patrimonio paesaggistico e gli elementi storico architettonici definiscono dei luoghi di interesse sia per l’escursionista che per la fruizione locale. Il tratto più orientale del GiraMonticano lambisce la città di Motta di Livenza, da cui si può proseguire, via terra o via fiume, verso Caorle o Sacile, sfruttando gli itinerari turistici lungo la Livenza. Rilevante, a Motta, anche il tema spirituale, con il celebre Santuario della Madonna dei Miracoli. Proseguendo verso occidente si giunge a Gorgo al Monticano, dove sorgono due notevoli Ville Venete, ora sedi di affermate attività ricettive, in cui è possibile degustare le peculiarità enogastronomiche locali. Il Monticano, più a monte, è quindi affiancato da ampie aree a parco, ideali per la sosta e lo svago. L’itinerario si spinge quindi verso Oderzo, l’antica Opitergium, nel cui centro storico si possono trovare scavi archeologici di epoca romana, interessanti musei e numerosi e prestigiosi esercizi commerciali. Il percorso raggiunge infine Fontanelle, costeggiando il fiume Monticano, con un curato paesaggio rurale, con molteplici servizi al turista e “luoghi di valore” quali Villa Marcello del Majno, con la sua cantina, la vicina Chiesa di San Pietro e la splendida Villa Galvagna in località Saccon di Lia.

Credits Arch. Roberto Pescarollo – RPR STUDIO di Venezia e INIZIATIVE INSULA sas

CICLOVIA LA TRADOTTA

La Tradotta: da Montebelluna a Nervesa della Battaglia

La Tradotta è una pista ciclopedonale, inaugurata a giugno 2020 e lunga circa 18,5 km, che collega Montebelluna a Nervesa della Battaglia, passando per i Comuni di Montebelluna, Volpago del Montello e Giavera del Montello. Questa pista ciclopedonale è stata realizzata sulla vecchia linea ferroviaria “La Tradotta” Montebelluna-Susegana, nata agli inizi del secolo scorso per scopi militari. Ferrovie dello Statoha iniziato la progettazione della tratta nel 1914 mentre l’apertura ufficiale è del 1916, in seguito alla Prima Guerra Mondiale, a causa dei pesanti danni subiti, fu riaperta nel 1920. Nel 1966 venne infine soppressa anche se nel corso degli anni ’70 fu utilizzata per corse sostitutive tra Montebelluna e Conegliano.
Il percorso si può svolgere senza difficoltà poiché completamente pianeggiante e quindi adatto a tutte le età ed esigenze.

Cosa visitare durante il percorso:

  • A Montebelluna è possibile visitare il Museo di Storia Naturale e Archeologia, il ME.VE. Memoriale Veneto della Grande Guerra presso Villa Correr Pisani ed il Museo dello Scarpone e della Calzatura Sportiva.
  • Il Montello è il colle che si estende dall’abitato di Nervesa della Battaglia fino a Montebelluna e Crocetta del Montello; ai piedi delle pendici meridionali si estendono i Comuni di Giavera e Volpago del Montello dove passa “La Tradotta” mentre, nel versante nord, è circondato dal Piave. È possibile quindi deviare il percorso della pista ciclopedonale per visitare il Montello, un territorio fortemente segnato dalla Grande Guerra e ricco di storia e monumenti, tra i quali ricordiamo il memoriale di Francesco Baracca, aviatore legato alla casa automobilistica Ferrari, l’Abbazia di Sant’Eustachio, l’Ossario dei Caduti e il Cimitero Britannico. Inoltre, il Montello è conosciuto anche come Bosco della Serenissima poiché riforniva di legname la Repubblica di Venezia. A memoria e testimonianza di quel periodo storico, sono rimaste le XXI “Prese”, sezioni del colle che lo dividevano da nord a sud e che servivano a pianificare la raccolta del legname. Il Montello è dunque un luogo ideale non soltanto per gli itinerari in bici ma anche per le escursioni a piedi e a cavallo, con una grande varietà di flora e fauna.

La pista ciclopedonale “La Tradotta” fa parte di un più ampio progetto che vuole rendere più completo il percorso con un ulteriore itinerario ciclopedonale a nord del Montello, lungo l’argine del Piave. In questo modo, si andrà a realizzare un vero e proprio anello completo attorno al Montello.

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Fonti: aroundandabouttreviso.com/la-tradotta-pista-ciclopedonale-tra-montebelluna-e-bidasio/