Nell’area dell’ex pescheria di Oderzo, a pochi passi dal canale, nel novembre 2025 gli scavi della Soprintendenza hanno riportato alla luce i muri e i pavimenti di una grande chiesa paleocristiana.
Nella navata centrale corre per circa ventiquattro metri un mosaico policromo di ottagoni intrecciati, nodi rossi e azzurri e motivi floreali; in quella meridionale, invece, un grande ottagono racchiude il nodo di Salomone. Una prima datazione colloca l’edificio tra la fine del IV e l’inizio del V secolo d.C. e gli archeologi considerano questa scoperta l’avvio di un lavoro di scavo e valorizzazione destinato a durare anni.
Chi arriva nella Marca Trevigiana di solito si aspetta di trovare le ville venete, i borghi murati o le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. Eppure, il nostro Territorio conserva tracce di trecentomila anni di storia. Le puoi incontrare nei musei civici, che custodiscono i reperti restituiti da campi e fiumi e nelle aree archeologiche tra le vie e sotto le piazze delle città.
Dove vivevano i primi abitanti della Marca?
Sulle sponde dei laghi di Revine, nella Vallata ai piedi delle Prealpi, tre capanne su pali si alzano dall’acqua. Sono le ricostruzioni del Parco Archeologico Didattico del Livelet che riproducono le abitazioni di un villaggio palafitticolo e raccontano come si viveva tra la fine del Neolitico e la prima età del Bronzo. Camminare tra le capanne, sulla riva dove sono stati trovati i resti dell’abitato antico, aiuta a immaginare una vita quotidiana organizzata attorno all’acqua. Il parco propone visite guidate, laboratori di artigianato e giornate a tema, pensate per le scuole ma anche per le famiglie e i visitatori individuali.
Più a sud, ai piedi del Montello, il museo civico “La Terra e l’Uomo” di Crocetta del Montello racconta la vita delle comunità preistoriche attraverso gli oggetti: strumenti in pietra scheggiata, ceramiche e testimonianze delle prime lavorazioni dei metalli. Accanto alle attività didattiche per le scuole, il museo offre percorsi dedicati sia ai bambini sia agli adulti.
Prima di Roma: i Veneti antichi e le offerte nei fiumi
Tra il VII e il IV secolo a.C., a Posmon, alle porte di Montebelluna, una comunità di Veneti antichi seppelliva i propri morti con corredi ricchi di bronzi, ceramiche e ornamenti. Molti di quei reperti sono oggi custoditi al Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna, in un percorso che va dal Paleolitico alla romanizzazione. Tra gli oggetti esposti si incontrano le situle, recipienti simili a secchi, i cinturoni con decorazioni in rilievo, gli oggetti personali e i vasi provenienti dalle necropoli di Posmon e di Santa Maria in Colle. Il sito d’origine si può visitare ancora oggi nel giardino archeologico della necropoli di Posmon, mentre il museo organizza regolarmente visite guidate, laboratori e appuntamenti a tema.
Le spade ritrovate nei fiumi, poi, raccontano una storia ancora più antica, che risale all’età del Bronzo. Dai letti del Sile e del Piave sono riemerse spade in bronzo, risalenti a più di tremila anni fa, che con ogni probabilità furono deposte nell’acqua di proposito, come dono rituale. Oggi questi reperti sono conservati a Treviso, nella sezione archeologica del Museo di Santa Caterina, che ripercorre la storia del Territorio tra le Prealpi, il Piave e il Sile, dalle prime selci scheggiate fino alla nascita del centro urbano.
A nord, dove la pianura cede il passo alle Prealpi, il Museo del Cenedese di Vittorio Veneto racconta una terra di passaggio. La sua sezione archeologica raccoglie reperti del Neolitico, dell’età del Bronzo e del Ferro – quando ai Veneti antichi si affiancarono i Celti – per arrivare fino all’età romana e longobarda.
Opitergium, la città romana sotto Oderzo
Per capire Oderzo bisogna guardare per terra. In età romana Opitergium rappresentava uno snodo centrale nei traffici tra l’area euganea, l’arco alpino e il Veneto orientale; la città odierna poggia direttamente su quella antica e le sue testimonianze affiorano lungo le vie del centro, a pochi minuti a piedi l’una dall’altra.
Il punto di partenza è il Museo Archeologico “Eno Bellis”, ospitato nella barchessa di Palazzo Foscolo. Il museo raccoglie i reperti restituiti dalla città e dal Territorio dall’età preromana alla tarda antichità: un migliaio di anfore, le pietre miliari della via Postumia, le iscrizioni in lingua venetica e i grandi mosaici tardoantichi, tra cui uno raffigurante le scene di caccia ritrovato alla fine dell’Ottocento.
Fuori dal museo il percorso continua all’aperto. Tra via Roma e via Mazzini si apre un’ampia area archeologica con i resti del foro e di una grande domus entrambi databili tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. Poco lontano, la via dei Mosaici prende il nome dai pavimenti di un’altra ricca abitazione romana. Più in là, tra Piazza Grande e Piazza Castello si può osservare un tratto dell’antica strada pavimentata con grandi lastre di pietra. Il percorso comprende anche l’area delle ex carceri, dove si conservano resti di epoche diverse.
I volontari dell’associazione Athena accompagnano gratuitamente i visitatori alla scoperta del foro, della domus e delle ex carceri, in giorni fissi o su prenotazione.
La scoperta della basilica nell’area dell’ex pescheria aggiunge un nuovo capitolo alla conoscenza dell’antica Opitergium. Lo scavo prosegue. Il progetto di valorizzazione prevede di conservare e rendere accessibile una parte dei resti e di permettere di osservare i mosaici anche dall’ufficio turistico, attraverso apposite aperture nel pavimento.
Roma sotto le città murate
Asolo custodisce i resti di un teatro romano del I secolo d.C., situato nel giardino di Villa Freya e visitabile su prenotazione in date specifiche. In piazza Brugnoli sorgevano le terme della città antica, mentre sotto il colle scorre ancora l’acquedotto della Bot, un’opera idraulica sotterranea realizzata tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., percorribile attraverso visite speleologiche organizzate, anch’esse, in date stabilite. Per approfondire la storia di Asolo, la visita può proseguire al Museo Civico, il cui percorso attraversa la preistoria, l’età romana, il Medioevo e il Rinascimento.
A Treviso il passaggio dal mondo romano a quello cristiano si svela in via Canoniche, nel cuore del centro storico, dove sono conservati i resti di un battistero paleocristiano risalente alla prima metà del IV secolo: un edificio circolare con nicchie perimetrali, una vasca centrale e pavimenti a mosaico. Pur non disponendo di aperture dedicate a orario fisso, si incontra solitamente durante le visite guidate della città. Insieme alla basilica di Oderzo, questo sito racconta la diffusione del cristianesimo nella Marca e la costruzione dei primi luoghi di culto cristiani.
A Conegliano, infine, puoi abbinare la visita al Castello alla scoperta delle testimonianze più antiche della città. La sezione archeologica del Museo Civico raccoglie materiali preistorici e romani rinvenuti nel centro urbano e nel territorio circostante; dalla sommità del colle, lo sguardo si apre sulla pianura.
Musei e siti archeologici della Marca: dove andare e cosa vedere
Puoi scegliere le tappe in base ai luoghi e alle epoche che ti incuriosiscono di più. Prima di partire, controlla sui siti ufficiali gli orari e le modalità di accesso: alcuni musei hanno aperture regolari, mentre altre aree si visitano con una guida, in giornate dedicate o su prenotazione.
| Luogo | Comune | Cosa si vede |
| Parco Archeologico Didattico del Livelet | Revine Lago | Villaggio palafitticolo ricostruito |
| Museo civico “La Terra e l’Uomo” | Crocetta del Montello | Preistoria, strumenti in pietra, ceramiche e lavorazione dei metalli |
| Museo di Storia Naturale e Archeologia | Montebelluna | Veneti antichi e oggetti delle sepolture di Posmon e Santa Maria in Colle |
| Giardino archeologico della necropoli di Posmon | Montebelluna | Area funeraria dei Veneti antichi |
| Museo del Cenedese – sezione archeologica | Vittorio Veneto | Dal Neolitico all’età longobarda |
| Museo di Santa Caterina – sezione archeologica | Treviso | Dalla preistoria alla nascita della città |
| Battistero paleocristiano di via Canoniche | Treviso | Resti e mosaici del IV secolo |
| Museo Archeologico “Eno Bellis” | Oderzo | Reperti dall’età preromana alla tarda antichità |
| Foro, domus e area delle ex carceri | Oderzo | Foro romano, resti di un’abitazione e testimonianze di epoche diverse |
| Via dei Mosaici e strada basolata | Oderzo | Pavimenti di una domus e tratto di strada romana |
| Museo Civico – sezione archeologica | Asolo | Dalla preistoria al Rinascimento |
| Teatro romano nel giardino di Villa Freya | Asolo | Resti del teatro del I secolo d.C. |
| Acquedotto romano della Bot | Asolo | Opera idraulica sotterranea |
| Piazza Brugnoli, terme romane | Asolo | Luogo delle antiche terme |
| Museo Civico del Castello – sezione archeologica | Conegliano | Materiali preistorici e romani |
Sopra questi strati la Marca ha continuato a costruire: le mura e le piazze medievali, le ville venete, i borghi collinari, in una storia che giunge ininterrotta fino a oggi. L’archeologia ne rappresenta il primo capitolo.

