Nel 2025 le candidature per la giuria popolare della Tiramisù World Cup sono durate appena quattordici ore, dalle dieci del mattino fino a mezzanotte e chi si è collegato senza aver studiato il regolamento non ce l’ha fatta. Scopri come poter far parte anche tu della giuria popolare della prossima edizione della Tiramisù World Cup in programma a Treviso dal 9 all’11 ottobre prossimo.
Per il 2026 le candidature non sono ancora aperte, ma c’è una data ufficiale: il test si terrà la mattina del 12 settembre.
Se non vuoi perderti nessun aggiornamento, seguici sui nostri canali social: il link verrà comunicato nelle nostre storie e sarà disponibile in anteprima di qualche ora a chi si iscrive alla newsletter dedicata sul sito della Tiramisù World Cup.
Nel frattempo, c’è una cosa fondamentale da fare ed è prepararsi. Perché quando la finestra si apre, la selezione premia chi risponde per primo e chi lo fa meglio.
Come funziona la selezione
Chi può candidarsi come giudice popolare
Il regolamento è aperto: possono candidarsi tutte le persone maggiorenni, da qualsiasi Paese del mondo. Non serve lavorare nella ristorazione, non serve un diploma di pasticceria, non serve nemmeno saper fare il tiramisù.
È proprio questo il senso della giuria popolare: il tiramisù nasce nelle case, e il primo giudizio spetta a chi lo prepara e lo mangia in famiglia, non a chi lo produce di mestiere. Le semifinali e la finale dell’11 ottobre passano poi a una giuria di professionisti — pasticceri, giornalisti, esperti di gastronomia — ma la prima selezione, quella che decide chi va avanti nella sfida, è affidata a persone comuni.
L’unico requisito sostanziale è conoscere bene il regolamento di gara e la ricetta del tiramisù. Proprio su questo si viene selezionati.
Come funziona il click day
La candidatura passa da un test online di 15 domande a risposta multipla basata sul regolamento della competizione. Il modulo compare sul sito ufficiale della Tiramisù World Cup in un giorno e orario preciso (il cosiddetto click day) e resta accessibile per poche ore. Fuori da quella finestra di tempo non ci si potrà più candidare in nessun modo.
Per il 2026 l’organizzazione non ha ancora comunicato la data del test. Per rimanere aggiornato puoi iscriverti alla newsletter ufficiale dedicata ai giudici sul sito della competizione o seguire i nostri canali social.
Vale la pena prenderla sul serio: in una delle passate edizioni i posti disponibili per i giudici si sono esauriti in dodici ore.
Come si entra in graduatoria
Qui sta il meccanismo che conviene capire bene, perché cambia il modo in cui affronti il test.
La graduatoria si costruisce su due criteri combinati: il punteggio ottenuto, dal più alto al più basso e l’ordine cronologico di compilazione. Non basta rispondere bene e non basta essere veloci, servono tutte e due le cose. Per questo studiare in anticipo conta il doppio.
Chi supera la selezione entra nel Registro dei giudici; gli altri possono risultare Giudici di riserva e se danno la loro disponibilità, seguono lo stesso percorso di chi è stato selezionato. L’esito arriva via email circa una settimana dopo il test. Il giudizio dell’Organizzatore, precisa il regolamento, è insindacabile e inappellabile.
Come prepararsi al test
Il materiale su cui studiare è pubblico e disponibile sul sito ufficiale della TWC ed è rappresentato dal regolamento di gara e le FAQ. Sulla stessa pagina delle candidature trovi anche un test di allenamento con 15 domande di esempio, che non vale ai fini della selezione ma riproduce fedelmente il tipo di quesiti che ti troverai davanti.
Facendolo si capisce una cosa utile: le domande non sono solo nozioni da memorizzare. Ce ne sono tre tipi.
Il primo riguarda gli ingredienti, le attrezzature e da questa edizione il nostro Territorio. Sono le domande più dirette.
Il secondo tipo mette alla prova la differenza tra le due categorie di gara ed è dove si sbaglia più spesso.
Il terzo tipo è il più insidioso, perché non chiede una regola ma un comportamento. Cosa deve fare un giudice che durante l’assaggio percepisce chiaramente un ingrediente non ammesso e non dichiarato? Quale criterio pesa di più su un tiramisù tecnicamente corretto ma sbilanciato nel gusto? Sono domande sul ruolo, non sul dolce.
Cosa comporta accettare il ruolo
Il ruolo di giudice è volontario e gratuito. Non paghi nulla per partecipare, ma non vieni pagato e le spese di viaggio e soggiorno restano a tuo carico. Se arrivi da fuori, mettilo in conto quando organizzi il weekend e ricorda che puoi usufruire di uno sconto del 10% per il soggiorno presso le strutture aderenti all’iniziativa.
Accettando il ruolo ti impegni a rispettare alcune regole precise, che il regolamento elenca senza giri di parole: partecipare al briefing di orientamento, che si tiene a ottobre a Treviso e a cui si può accedere anche via webinar; presentarti al Punto Accreditamento almeno quindici minuti prima dell’inizio del tuo turno; tenere un comportamento coerente con i valori della manifestazione; giudicare in modo corretto e imparziale; sommare correttamente i punteggi sulla scheda di valutazione; segnalare subito allo staff eventuali conflitti di interesse o irregolarità.
Come si giudica in gara
Il lavoro della giuria popolare si concentra nelle Selezioni, il 9 e il 10 ottobre nel centro di Treviso. I concorrenti vengono divisi in gruppi di massimo dieci e ogni gruppo ha la sua giuria dedicata. Ogni giudice popolare lavora affiancato da un altro giudice e da un Presidente di Giuria, una figura esperta che fa da riferimento durante il turno.
La gara dura quaranta minuti. Allo scadere il concorrente taglia il proprio tiramisù in almeno quattro parti e i giudici assaggiano subito: in postazione non ci sono frigoriferi e un tiramisù che aspetta non è più lo stesso tiramisù.
Si valuta su cinque criteri, ciascuno con un voto da 1 a 10:
- Esecuzione tecnica — come è stato preparato il dolce
- Aspetto estetico — la resa visiva del piatto
- Intensità del gusto — quanto è riconoscibile il sapore
- Equilibrio del piatto — il rapporto tra gli ingredienti
- Sapidità e armonia — come le componenti stanno insieme
In caso di parità decide l’Equilibrio, che è anche il criterio su cui si gioca la differenza tra un tiramisù tecnicamente corretto e uno che funziona davvero.
Domande frequenti
Devo saper cucinare per candidarmi?
No. Il requisito è essere maggiorenne e conoscere il regolamento della competizione e la ricetta del tiramisù. La giuria popolare è pensata proprio per chi non è un professionista.
Posso candidarmi se non vivo in Italia?
Sì. La candidatura è aperta a persone maggiorenni di ogni Paese del mondo. Il briefing di orientamento si tiene a Treviso, ma è possibile seguirlo anche via webinar.
Quanto costa fare il giudice?
Niente, ma non è nemmeno retribuito: il ruolo è volontario e gratuito. Viaggio e soggiorno sono a carico tuo.
Quando si aprono le candidature per il 2026?
La data ufficiale è fissata: il test si terrà il 12 settembre mattina. Il link verrà comunicato nelle nostre storie e sarà disponibile in anteprima di qualche ora a chi si iscrive alla newsletter dedicata sul sito della Tiramisù World Cup.
Se non vengo selezionato posso comunque partecipare?
Sì, in due modi: come Giudice di riserva, se rientri in quella qualifica e dai la tua disponibilità, oppure da spettatore. Le Selezioni, le semifinali e la finale si seguono liberamente, e nei tre giorni della manifestazione il centro di Treviso ospita degustazioni, laboratori e incontri.
Il test di allenamento è già online e ci vogliono pochi minuti. Provalo adesso sul sito ufficiale della Tiramisù World Cup: se sbagli qualche risposta oggi, hai tutto il tempo per rimediare prima del click day.
Per il programma completo della decima edizione, le date e cosa fare a Treviso nei giorni della gara LEGGI LA GUIDA ALLA TWC2026!

